Benvenuti nella sezione astronomica del sito: i pianeti delle sailor senshi. In questa pagina potete saperne di più sui meravigliosi pianeti che legano le guerriere alla marinara. Tutto ciò che lega Sailor Moon all'astronomia non è casuale, c'è uno studio dettagliato dietro. Ogni sailor senshi è legata al proprio pianeta nonché ne è la principessa indiscussa. Ad esempio Sailor Mars è la principessa di Marte, sailor Saturn quella di Saturno e via discorrendo. Questa sezione serve per farvi studiare tutto ciò che c'è da sapere sui i pianeti. Buona navigazione
Luna
È un astro con un diametro medio di 3.476 km
che dista in media dalla Terra 384.400 km. La sua massa è circa un ottantesimo
di quella terrestre mentre il volume è circa un cinquantesimo di quello della
Terra. La Luna compie un moto di rivoluzione intorno alla Terra, un moto di
rotazione, insieme alla Terra, intorno al Sole e un moto di rotazione intorno al
proprio asse. Il moto di rivoluzione si svolge su un piano inclinato in media di
5° 8' 30" rispetto a quello dell'eclittica terrestre, che interseca in due nodi.
Il periodo di rivoluzione, misurato rispetto alle stelle fisse, è di 27 giorni,
7 ore e 43 minuti ed è chiamato mese siderale. A causa della sovrapposizione dei
moti di rotazione terrestre e di rivoluzione lunare, il tempo impiegato dalla
Luna per ritornare nella stessa posizione rispetto alla Terra o al Sole, è più
lungo del mese siderale. Questo periodo, detto mese sinodico o lunazione, dura
29 giorni, 12 ore e 44 minuti. A causa della stessa sovrapposizione di moti, la
Luna sembra spostarsi in cielo di 13° e 11' al giorno, apparendo illuminata in
modo sempre diverso (fasi lunari). Inoltre, poiché il moto di rotazione intorno
a se stessa ha lo stesso periodo di quello di rivoluzione siderale, la Luna
rivolge alla Terra sempre la stessa faccia. È tuttavia possibile, grazie al
fenomeno della librazione, arrivare a vedere circa un 10% della faccia nascosta.
Si ha un'eclisse quando Luna, Terra e Sole sono allineati e la Luna è uno dei
due nodi. La Luna è stata inizialmente studiata mediante sonde spaziali
automatiche (Lunik e Zond sovietiche; Ranger, Surveyor e Lunar Orbiter
statunitensi). Il primo atterraggio dell'uomo sulla Luna avvenne il 21 luglio
1969 (Apollo 11, statunitense). Seguirono diversi altri viaggi compiuti sia dai
russi che dagli statunitensi. In questi viaggi, tramite l'utilizzo di mezzi
avanzati come il Lunakhod, si sono riusciti a prelevare dati scientifici e
campioni di terreno. Da tutti gli studi effettuati si è riusciti, tra l'altro, a
compilare una mappa dell'intera superficie lunare, suddivisa in zone
pianeggianti e ricoperte da rocce laviche scure che riflettono poco la luce
solare incidente (mari) e in rilievi montagnosi o di forma circolare (circhi e
crateri), dovuti all'impatto di meteoriti. Si è scoperto anche che manca
completamente l'atmosfera e che la composizione della crosta lunare è abbastanza
simile a quella terrestre poiché presenta solo tre nuovi minerali. Dagli studi
effettuati è stato possibile anche stabilire l'età apparente della Luna,
calcolata in 4,5 miliardi di anni; sono state formulate alcune ipotesi sulla
nascita del nostro satellite; la prima collega tale fenomeno a quello che
avrebbe generato anche la Terra nella nebulosa primordiale; per la seconda la
Luna deriva dal distacco di un frammento della Terra; la terza ipotizza la
cattura gravitazionale, la quarta la collisione fra la Terra e un pianeta non
identificato simile a Marte con susseguente coagulazione delle rocce orbitanti
discoidali formatesi nell'impatto.
TERRA
La Terra ha forma geoide, in quanto si tratta
di un solido irregolare subsferico con schiacciamento ai poli, con una
superficie che è in ogni punto perpendicolare alla direzione del filo a piombo;
tale schiacciamento sarebbe la causa del suo moto di rotazione, essendo la forza
centrifuga massima all'equatore e minima ai poli. Risulta essere ricoperta per
il 74% da acque (idrosfera) e per il 26% da terre emerse; è circondata da
un'atmosfera formata al 78% da azoto, al 21% da ossigeno e all'1% da gas rari e
CO2 oltre a una certa percentuale di vapore acqueo. Per tutte queste
caratteristiche si ritiene che la Terra sia l'unico pianeta del sistema solare
sul quale sia possibile la vita. Ha un unico satellite naturale che è la Luna.
La temperatura interna della terra è uguale alla media esterna nei primi metri
di profondità e aumenta di un grado ogni trentatré metri. Tutte le informazioni
che abbiamo circa la sua composizione interna derivano dallo studio della
propagazione delle onde sismiche; la parte più esterna è definita crosta ed è
formata in prevalenza da silicati di alluminio e magnesio. Tutto ciò che
riguarda la crosta e i suoi sviluppi viene affrontato attraverso la teoria della
isostasia. Andando sempre più in profondità, superando una parte di superficie
detta discontinuità di Mohorovicic, si incontra il mantello, costituito da
silicati di ferro e magnesio, che si spinge fino a profondità di quasi 3.000 km.
Nella parte più interna del pianeta incontriamo il nucleo, formato da leghe di
ferro e nichel. Prendendo in esame gli strati più superficiali, si ha la
litosfera, molto rigida e formata dalla crosta e parte del mantello e l'astenofera,
di consistenza plastica e spessa centinaia di chilometri. La Terra descrive
un'orbita ellittica con piccola eccentricità; passa al perielio il 4 gennaio e
all'afelio il 4 luglio. Il tempo impiegato per effettuare la sua rivoluzione è
detto anno siderale, mentre il tempo impiegato per effettuare una rotazione
attorno all'asse che passa per i poli è detto giorno siderale. L'asse effettua
un giro di precessione in 26.000 anni attorno alla perpendicolare all'eclittica.
Il moto di precessione è molto lento, e attualmente la direzione nello spazio
dell'asse di rotazione è costante verso la stella a Ursae Minoris, detta stella
polare. La Terra effettua anche altri moti minori e partecipa ai movimenti della
galassia intorno al suo centro e del sistema solare verso la costellazione di
Ercole.
Storia della Terra
La storia primordiale del nostro pianeta è distinta in varie ere, a loro volta
suddivise in periodi. L'era del Precambriano (o Archeozoico) è la più antica e
viene fatta risalire a 4.500 milioni di anni fa. In questo periodo si forma la
crosta terrestre e i mari ospitavano le prime forme di vita, essenzialmente
organismi unicellulari, alghe, Protozoi, Molluschi ed Echinodermi. Durante
quest'era la Terra è sconvolta da un'intensa attività sismica e vulcanica, con
notevoli variazioni di clima. L'atmosfera è composta in gran parte da anidride
carbonica, vapor d'acqua e alogeni. Il più antico fossile archeozoico finora
rinvenuto è un organismo unicellulare denominato Corycium Enigmaticum, scoperto
in Finlandia. L'era del Precambriano durò fino a 500 milioni di anni fa e nel
suo ultimo periodo fu caratterizzata dalla formazione di vasti ghiacciai sulla
superficie terrestre.
Durata circa 350 milioni di anni, l'era del Paleozoico è divisa in sei periodi:
Cambriano, Ordoviciano, Siluriano, Devoniano, Carbonifero e Permiano. L'era è
contraddistinta dalla comparsa di organismi invertebrati (Artropodi), di
vertebrati (Pesci), Anfibi e Rettili. L'atmosfera infatti diviene più
accogliente e ricca di ossigeno, per cui il clima sempre più caldo e con
temperature costanti facilita la comparsa della vita sulla terraferma. Quest'ultima,
inizialmente ancora desertica, va via sempre più espandendosi, a spese delle
distese marine. Nel periodo Devoniano nascono le Ammoniti, Molluschi Cefalopodi
che si estinsero solo nel Cretaceo (periodo dell'era del Mesozoico) e che devono
il nome al dio egizio Ammone. Infatti la forma delle loro conchiglie ricorda il
corno ritorto del dio egizio. Nel periodo Carbonifero i climi umidi e i
frequenti movimenti delle coste provocano formazioni di lagune e paludi, con la
formazione di grandi foreste e dei conseguenti depositi carboniferi dovuti alla
fossilizzazione dei vegetali. Nell'ultimo periodo si ha la formazione delle
prime catene montuose (Europa centrale, Urali), inizialmente coperte da
ghiacciai; questi ultimi si ritirano alla fine del periodo per effetto della
temperatura e del clima fattisi più miti. Al termine del Paleozoico si
estinguono i Trilobiti, Artropodi marini i cui fossili sono risultati molto
preziosi per lo studio di quest'era.
L'era del Mesozoico (Secondario) inizia 245 milioni di anni fa. Il clima più
umido è favorevole alla diffusione dei primi Mammiferi (erbivori). I Rettili più
importanti di questo periodo sono i dinosauri (di cui esistono anche esemplari
acquatici, gli ittiosauri, e aerei, gli pterosauri), ma non mancano anche gli
Uccelli (Archaeopteryx). Sulla Terra iniziano a formarsi i continenti anche se
la maggior parte delle terre che oggi conosciamo sono ancora sommerse. Dal
nucleo centrale delle terre si staccano l'America meridionale, l'Australia e
l'Antartide, lasciando isolata l'Africa. Tra le specie vegetali, predominano le
Conifere e compaiono anche i primi esemplari di Angiosperme.
Si fa risalire a 65 milioni di anni fa la scomparsa dei dinosauri, all'incirca
immediatamente prima l'inizio del Cenozoico (Terziario). Questi Rettili
dominarono la Terra per circa 150 milioni di anni, in quanto si diffusero
stabilmente in quasi tutte le regioni. I resti sono stati ritrovati specialmente
in Africa, nell'America Settentrionale e nelle zone centrali europee (Germania).
Le prime scoperte dei resti dei dinosauri avvennero nel 1880 nello Stato del
Wyoming. Ancora molto dibattute sono le cause della loro estinzione, che avvenne
in meno di un milione di anni, a cavallo tra il Mesozoico e il Terziario.
L'ipotesi più accreditata è uno sconvolgimento climatico (forse dovuto a
fenomeni astronomici) che avrebbe fatto scomparire le zone paludose e le vaste
vegetazioni, ambiente indispensabile per il proliferare dei dinosauri erbivori.
Estinti gli erbivori, anche i carnivori e quelli che si cibavano delle uova
degli altri dinosauri (Oviraptor) ne condivisero ben presto la sorte.
Il Cenozoico, durato fino a circa 2 milioni di anni fa è caratterizzato da
mutevoli condizioni climatiche, in quanto le prime epoche (Paleocene ed Eocene)
sono caratterizzate da climi caldi e umidi, mentre le successive (Oligocene,
Miocene) sono dominate dalla glaciazioni e dalle formazioni di catene montuose
himalaiane e alpine. Compaiono circa 55 milioni di anni fa i primi antenati
dell'uomo, le Proscimmie; in particolare all'epoca dell'Eocene viene fatto
risalire l'Adapis, il primo genere di primate fossile ritrovato nel 1822 dal
naturalista francese Georges Cuvier. In seguito, nell'Oligocene sono datati i
primi Ominoidi, tra i quali i più famosi sono il Proliopithecus (il cui fossile
è stato ritrovato in Egitto nel 1963) e il Ramapithecus (India, 1935). L'ultima
epoca (Pliocene) vede l'affermazione delle specie attuali di alcuni Mammiferi
(Equini e Bovini) e Uccelli e dei primi esemplari di ominidi (Australopithecus).
Del genere Australopithecus afarensis (da Afar, nome di una zona dell'Etiopia) è
il fossile di uno scheletro femminile rinvenuto ad Afar, zona dell'Etiopia, nel
1974 dall'americano Donald Johanson e da lui battezzato Lucy.
L'inizio dell'era del Neozoico (Quaternario) è fissato a due milioni di anni fa.
Quest'era è distinta in due periodi: il primo, il Pleistocene, caratterizzato da
un susseguirsi di glaciazioni e deglaciazioni, e l'Olocene, in cui stiamo
attualmente vivendo. Il primo periodo, durato all'incirca fino a 10.000 anni fa,
ha visto la formazione dei depositi morenici e alluvionali. La scomparsa dei
mammut risale alla fine del Pleistocene, mentre alcuni Mammiferi come l'elefante
e il rinoceronte scompaiono definitivamente dall'Europa. Il Pleistocene è
occupato dalla prima era della preistoria (Paleolitico), mentre le altre tre
ere, ovvero Mesolitico, Neolitico ed era dei metalli (rame, bronzo e ferro)
occupano l'inizio dell'Olocene. Al Pleistocene viene fatta risalire la comparsa
dei primi ominidi del genere Homo (homo abilis e homo erectus), che nella catena
dell'evoluzione della specie umana (ominazione) occupano il posto immediatamente
precedente gli esemplari di homo sapiens. L'homo abilis possiede andatura eretta
ed è in grado di produrre strumenti artigianali: ciotoli il cui bordo veniva
reso tagliente da una scheggiatura. In Tanzania sono stati ritrovati resti anche
delle prime abitazioni, delle basi di pietra circolari che sostenevano primitive
capanne. L'homo erectus è più alto dell'homo abilis e ha un cranio più
allungato.
Mercurio
È il pianeta del sistema solare più
vicino al Sole, dal quale dista in media 58.000.000 di km, con periodo di
rivoluzione di 88 giorni e periodo di rotazione di 176 giorni terrestri. Il suo
diametro è di circa 4.700 km e circa l'80% della massa di Mercurio è costituita
da ferro. La temperatura varia dai 340 °C circa della faccia esposta al Sole, ai
-170 °C della zona in ombra. È privo di satelliti. È caratterizzato dal fenomeno
delle fasi, dovute al fatto che la sua orbita è interna a quella terrestre;
grazie alle esplorazioni compiute dalla sonda Mariner, si è potuta scoprire la
caratteristica conformazione craterizzata della sua superficie, a causa
dell'impatto di meteoriti.
Marte
Quarto pianeta del sistema solare, con orbita
esterna a quella della Terra. Settimo pianeta per dimensioni, il volume e la
massa di Marte sono rispettivamente 0,15 e 0,108 volte il volume e la massa
terrestri. La densità media è di 3,93 kg/dm3 e l'accelerazione di gravità è
circa 3,75 m/s2. Il periodo di rivoluzione è di 687 giorni, mentre il periodo di
rotazione è di 24h, 37m e 23s. L'inclinazione del suo asse rispetto alla
perpendicolare al piano dell'orbita provoca quattro stagioni, rivelate dalle
variazioni di estensione delle calotte polari. La temperatura media al suolo è
di -15 °C ca., ma nelle regioni equatoriali varia dai +10 °C-+20 °C del giorno
fino ai -80 °C della notte. Il colore giallo-rossastro della superficie è dovuto
alla polvere molto fine contenente un composto del ferro, la limonite (Fe2O3).
Le esplorazioni di Marte, condotte con le sonde automatiche Mariner e Viking
degli Stati Uniti e Mars e Phobos dell'Unione Sovietica, hanno permesso di
evidenziare l'attività geologica di Marte e la presenza di numerosi crateri di
origine vulcanica. Oltre a strutture vulcaniche particolarmente alte (fino a
24.000 m), vi sono grandi fratture (i cosiddetti canali di Marte) di origine
anche fluviale. All'interno del pianeta è stata rilevata la presenza di acqua,
che, insieme all'anidride carbonica, costituisce gran parte delle calotte
polari. L'atmosfera di Marte è composta prevalentemente di anidride carbonica e
in essa si manifestano nubi, nebbie e venti, che danno a loro volta luogo a
tempeste di sabbia. I due satelliti Phobos e Deimos hanno forma irregolare e
sono caratterizzati dai numerosi crateri dovuti all'impatto con meteoriti. Il 4
luglio 1997 la sonda Mars Pathfinder giunse su Marte dopo sette mesi di viaggio
e iniziò a trasmettere a Terra le immagini del pianeta rosso. Un robot mobile (Sojourner)
esplorò la superficie del pianeta raccogliendo dati di enorme interesse
scientifico. Dal 1999 è in orbita intorno al pianeta la sonda Mars Global
Surveyor, che invia a terra dati sulla composizione dell'atmosfera e del suolo.
Analizzando tali dati, scienziati della Brown University hanno ipotizzato la
presenza di una massa di acqua ghiacciata di 40.000 km3 e spessa 25 cm. Non è
riuscita la missione Mars Polar Lander che con l'uso di un modulo appropriato
doveva analizzare direttamente la composizione del suolo per verificare la
presenza di acqua. La sonda giapponese Nozomi arriverà in orbita marziana nel
2004, mentre nel 2003 partirà verso il pianeta rosso la Mars Express dell'Esa
europea (con partecipazione italiana) che lascerà cadere sulla superficie la
capsula Beagle-2 per lo studio dell'atmosfera. Nello stesso anno la Nasa invierà
due Mars Exploration Rovers i cui veicoli robotizzati Athena analizzeranno la
superficie. Nel 2005 partirà la sonda americana Mars Reconnaissance Orbiter con
lo scopo di realizzare una mappa geografica dettagliatissima, mentre nel 2012
una missione automatica riporterà sulla Terra campioni del suolo lunare. I primi
coloni si pensa che possano vivere su Marte verso il 2025.
Vita su Marte
Si è iniziato a discutere con serietà scientifica della presenza della vita su
Marte nell'ultimo decennio del XX sec. Un netto impulso alla discussione fu dato
da David Mittlefehldt che nell'ottobre del 1993 riuscì a stabilire che una
meteorite (Alh 84001, trovata in Antartide, zona di Allan Hills il 27 dicembre
1984; sono poco più di una ventina le meteoriti che provengono da Marte) era di
origine marziana. Un gruppo di scienziati del Johnson Space Center di Houston
(1996) affermò (per altro contraddetto da altri ricercatori) che alcune
formazioni della meteorite dovevano essere interpretate come microorganismi. Nel
2001, con un nuovo metodo di microscopia elettronica che studiava i cristalli di
magnetite di Alh 84001, un gruppo di ricercatori americani, spagnoli e tedeschi
concluse che le caratteristiche dei cristalli erano da attribuirsi a un'origine
biologica. Il programma di ricerca degli elementi biologici su Marte è
continuato con il lancio (7 aprile 2001) di 2001 Mars Odissey (in orbita
nell'ottobre 2001).
Giove
Il pianeta più grande del sistema solare, quinto in ordine di distanza dal Sole,
dal quale dista in media 780 milioni di chilometri. Il periodo di rivoluzione di
Giove è di circa dodici anni terrestri e la sua rotazione si compie in meno di
dieci ore. Ha una massa pari al doppio della somma delle masse di tutti gli
altri pianeti (cioè circa 318 volte quella della Terra) ma il suo diametro
equatoriale è di 11,23 volte quello terrestre, con un volume, quindi, uguale a
quello di 1.400 globi terrestri. Da questi dati si può facilmente calcolare che
la densità di Giove è meno di un quarto di quella del nostro pianeta. È di
conseguenza un pianeta allo stadio fluido, formato in gran parte da idrogeno e
da elio con tracce di metano, ammoniaca e altri elementi; tutto questo rende
Giove più simile a una stella che a un pianeta. L'analogia è confermata anche
dall'enorme energia che Giove irradia nello spazio circostante (uguale a circa
il doppio di quella che riceve dal Sole), che ne fa presumere un lentissimo ma
inesorabile collasso gravitazionale. Le bande multicolori osservate già in
passato sulla sua superficie sono dovute a cause sia meccaniche che chimiche. Le
fasce bianche sono dovute all'ammoniaca che, a causa delle basse temperature
delle zone atmosferiche più elevate, solidifica in piccoli cristalli di
ghiaccio. Le striature di altri colori, tra le quali la più famosa e studiata è
la cosiddetta "macchia rossa"(40.000 km di longitudine e 13.000 km di
latitudine), sono dovute a reazioni chimiche che avvengono nell'atmosfera.
Possiede infine un campo magnetico quattordici volte più intenso di quello della
Terra ed è circondato da trentanove satelliti, tra i quali i quattro più grandi
(Io, Europa, Ganimede e Callisto) sono noti fin dal 1610 e gli ultimi undici
(del diametro di 3-5 km) sono stati scoperti nel dicembre 2001 da un gruppo di
astronomi dell'università delle Hawaii. La sonda Galileo ha identificato la
presenza di un oceano sotto i ghiacci di Europa, Ganimede e Callisto.
Venere
Secondo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, da cui dista
di circa 108.000.000 km. Con una massa pari a 4,87 · 1024 kg (circa il 75% di
quella terrestre) e un raggio equatoriale di circa 6.520 km, è il sesto pianeta
del sistema solare per dimensioni. Venere compie un moto di rivoluzione in un
periodo di 224 giorni e 16 ore e un moto di rotazione retrogrado di 243 giorni.
Ha una densità di 4,9 g/m3, una superficie solida, di tipo desertico con alcune
alture e un'atmosfera costituita quasi completamente da anidride carbonica, che
raggiunge le 92 atmosfere alla superficie e con una spessa coltre di nubi
costituite principalmente da acido solforico con temperature che vanno da 480 °C
nella parte illuminata a 300 °C in quella in ombra. Presenta alla Terra fasi
diverse e appare come astro molto brillante, con magnitudine -4,7; quando è
localizzabile a est del Sole viene detto stella della sera, mentre quando si
trova a ovest del Sole stella del mattino. È caratterizzato dallo stesso
fenomeno delle fasi lunari della Luna e di Mercurio. Non ha satelliti. È stato
studiato dalle sonde statunitensi Mariner e dalle sovietiche Venera.
Plutone
È l'ultimo pianeta del sistema
solare (distanza media dal Sole di 5.900 milioni di km ca.) e il più piccolo
(solo 2.200 km di diametro). La sua orbita è molto inclinata rispetto
all'eclittica (17,2°) ed estremamente eccentrica, portandolo, per alcuni tratti,
a una distanza dal Sole inferiore a quella di Nettuno. La sua rivoluzione si
compie in 247,7 anni, mentre la rotazione avviene in 6,4 giorni. Proprio quest'ultimo
movimento ha una peculiarità: Plutone non ruota attorno al proprio asse, ma
insieme al suo satellite Caronte (del diametro di circa 1.190 km) si comporta
come un pianeta doppio, ruotando attorno al baricentro del sistema
pianeta-satellite su un'orbita quasi circolare. I due corpi celesti, a una
distanza di circa 20.000 km, si rivolgono sempre lo stesso emisfero. Proprio
tali caratteristiche orbitali e le sue dimensioni ridotte sembrano confermare la
teoria che il pianeta fosse in origine un satellite di Nettuno, strappato poi a
quest'ultimo da un urto, che avrebbe potuto originare anche Caronte. Plutone è
stato scoperto nel 1930 da C. Tombaugh, mentre il suo satellite, Caronte, è
stato scoperto nel 1978 da J. Christy. A causa della distanza, le notizie
precise su questo corpo celeste sono piuttosto scarse. La maggiore accuratezza
delle più recenti osservazioni astronomiche ha tuttavia permesso di scoprire che
il pianeta possiede un'atmosfera estremamente rarefatta (circa 100.000 volte
meno densa di quella terrestre) costituita prevalentemente di metano che, a
causa delle infime temperature (-230 °C ca.), solidifica attorno ai due poli.
Urano
Settimo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, da cui dista
circa 3.000.000 di km, venne scoperto nel 1781 da W. Herschel. Con una massa
pari a 8,68 · 1025 kg e un raggio equatoriale di circa 25.800 km, è il terzo
pianeta del sistema solare per dimensioni. Urano compie un moto di rivoluzione
in un periodo di 84,01 anni e un moto di rotazione retrogrado di 10 ore e 49
minuti; insieme a Venere è l'unico pianeta del sistema solare ad avere un moto
di rotazione in senso orario attorno al suo asse. Con l'asse inclinato di circa
8 gradi rispetto al piano dell'orbita, rivolge i poli verso il Sole. Presenta
una decina di anelli. Ha un campo magnetico pari circa al 33% di quello
terrestre. È un pianeta per lo più gassoso, composto da idrogeno, elio e metano
e una temperatura massima di circa -210 °C. Ha 15 satelliti, i cui principali
sono, in ordine di distanza dal Sole, Miranda, Ariel, Umbriel, Titania e Oberon.
È stato studiato dalla sonda Voyager 2, nel gennaio 1986.
Nettuno
Ottavo pianeta del sistema solare per distanza dal Sole e quarto per dimensioni.
La distanza media dal Sole è di circa 4.500 milioni di km e il suo diametro
(quasi 49.400 km) è circa quattro volte il diametro della Terra, mentre la sua
massa è 17,2 volte quella terrestre. Il periodo di rivoluzione è di 164,79 anni
e il periodo di rotazione è di 18 ore e 12 minuti. Nella sua atmosfera vi è
abbondanza di metano e idrogeno che, a causa della temperatura di circa -220 °C,
si trovano normalmente allo stato liquido o solido. Invisibile senza l'ausilio
di un telescopio, fu scoperto da J. G. Galle il 23 settembre 1846; è stato
accuratamente analizzato solo nel 1989 con la sonda Voyager 2, che ha permesso
di individuare quattro anelli (tre dei quali sono molto sottili e luminosi
mentre il quarto è più largo e opaco) e altri sei satelliti, oltre ai già noti
Tritone e Nereide. L'esplorazione della sonda stessa ha consentito inoltre di
scoprire sulla superficie dell'emisfero meridionale del pianeta due grandi
macchie nere che, analogamente alla macchia rossa di Giove, risultano essere
vortici che rivelano una turbolenza atmosferica fino a quel momento
insospettata. È stato infine scoperto che il pianeta possiede un nucleo solido
il quale, con la sua rotazione, emette onde radio e un debole campo magnetico,
caratterizzato da un'inclinazione di 50° nei confronti dell'asse di rotazione.
La superficie del più grande dei suoi satelliti, Tritone, con i suoi 37 K
(equivalenti a -236,15 °C) è forse il luogo più freddo del sistema solare, ha
un'atmosfera composta da azoto e metano, un emisfero meridionale completamente
ricoperto di ghiaccio (azoto e metano allo stato solido) e un'attività vulcanica
piuttosto intensa.
Saturno
Sesto pianeta del sistema solare, in relazione alla distanza dal Sole, dal quale
dista circa 1.426 milioni di km; il suo periodo di rotazione è di 10h15m e il
periodo di rivoluzione è di 29,458 anni. Ha un diametro polare di 107.520 km,
presentando quindi un notevole schiacciamento. Ha un diametro di 9,5 volte e una
massa 95 volte quelli della Terra. Ha un'atmosfera composta da idrogeno ed elio,
contenente anche metano e ammoniaca che sono la causa della struttura a bande
chiare e scure della superficie visibile. Ha una struttura interna simile a
quella di Giove, con un'elevata percentuale di idrogeno e un lento spostamento
dell'elio verso il nucleo, possibile causa di un'emissione di energia superiore
a quella che riceve dal Sole. Caratteristica principale di Saturno sono gli
anelli, divisi in fasce, formate da particelle che si muovono sul piano
equatoriale del pianeta e riflettono la luce in modo diverso. Si ritiene che
provengano dallo sbriciolamento di satelliti soggetti a forze di marea
gravitazionale, o da residui della formazione dello stesso Saturno. Vennero
scoperti nel 1655 da C. Huygens. Sono separati tra di loro da spazi vuoti o
divisioni, causati da perturbazioni dei satelliti principali o da quella di un
satellite posto al margine dell'anello. Gli anelli sono stati ampiamente ripresi
dalla sonda spaziale Voyager cha ha esplorato anche il maggiore satellite,
Titano, insieme al minuscolo Febe dotato di moto retrogrado. Di Saturno si
conoscono (2002) trenta satelliti, di cui i cinque maggiori con un diametro
superiore ai 1.000 km furono scoperti (XVII sec.) da Huygens (Titano) e da
Cassini (Rea, Giapeto, Dione e Teti). Altri quattro sono di medie dimensioni (Mimas,
Encelado, Iperione e Phoebe) e furono scoperti al telescopio nei secoli
successivi. I rimanenti hanno un diametro inferiore ai 200 km.
Stella
In astronomia, termine che indica un corpo celeste di forma generalmente
sferica; quella più vicina a noi, dopo il Sole, è Proxima Centauri, a quaranta
miliardi di km. Date le enormi distanze che ci separano da esse, le stelle
appaiono sempre come dei piccoli punti luminosi, anche qualora vengano osservate
con potenti telescopi. Una prima distinzione viene fatta tenendo conto della
luminosità apparente; quelle visibili a occhio nudo sono quelle con grandezza
stellare apparente inferiore alla sesta. Le più luminose vengono chiamate con
nome proprio, venendo indicate con lettere dell'alfabeto greco in relazione al
loro ordine di luminosità. Le stelle emettono energia attraverso reazioni
termonucleari che avvengono nel nucleo (a temperature di 10-20 milioni di gradi)
nelle quali l'idrogeno, che è presente in maggiore quantità, diventa elio.
Originariamente la stella è un enorme sfera di gas rarefatti che si contrae
lentamente per effetto gravitazionale, dando luogo così a un aumento della
temperatura interna. Le stelle sono circondate da un involucro di gas molto
rarefatto, come nel Sole, evidenziato dalla presenza di linee di assorbimento
negli spettri stellari. Per studiare il fenomeno stellare non si può fare a meno
di prendere in considerazione i diagrammi stellari, ottenuti regolando le stelle
in relazione a due grandezze, tra loro indipendenti, come massa luminosità o
massa raggio. Particolarmente significativo è il diagramma di Hertzsprung-Russel
che ordina le stelle in funzione della luminosità assoluta e del tipo spettrale
(della temperatura). Molte stelle, a un'accurata indagine, si rivelano essere
sistemi, costituiti da due o più stelle.
Stella alpina
ved. edelweiss
Stella di mare
Nome comune degli Echinodermi della classe degli Asteroidi.
Stella di Natale
Nome comune dell'Euphorbia pulcherrima o Poinsettia, una pianta tropicale dalle
foglie apicali rosse.
Stella glaciale
Echinoderma (Marthasterias glacialis) della famiglia degli Asteridi e della
classe degli Asteroidei. Misura sino a 70 cm di diametro. Vive nel Mediterraneo.
Stella pettina
Echinoderma (Astropecten aurantiacus) della famiglia degli Astropettinidi e
della classe degli Asteroidei. Di colore rosso e arancione, ha forma di stella.
Si ciba di molluschi.
Stella placenta
Echinoderma (Sphaeriodiscus placenta) della famiglia dei Goniasteridi e della
classe degli Asteroidei. Di forma pentagonale, misura circa 17 cm di diametro.
Stella serpentina fragile
Echinoderma (Ophiotrix fragilis) della famiglia degli Ofiutricidi e della classe
degli Ofiuroidei. Dotato di braccia lunghe fino a 10 cm e dotate di spine, si
nutre di molluschi.
Stella serpentina lunga
Echinoderma (Ophioderma longicaudum) della famiglia degli Ofiodermatidi e della
classe degli Ofiuroidei. Dotata di braccia lunghe 15 cm, vive sui fondali del
Mediterraneo e dell'Atlantico.
Stella serpentina pallida
Echinoderma (Ophiura pallida) della famiglia degli Ofiuridi e della classe degli
Ofiuroidei. Di colore biancastro, è dotata di braccia lunghe anche 14 cm. Vive
nel mar Baltico.
Stelle cadenti
Corpuscoli, provenienti da spazi celesti, incandescenti per l'attrito con
l'atmosfera celeste.
Stelle doppie fisiche
Sono sistemi formati da una coppia di stelle che ruotano intorno al comune
centro di gravità, in quanto soggette alla mutua attrazione gravitazionale.
Nelle stelle doppie ottiche, la duplicità è data da un effetto di proiezione. Si
dividono in sistemi binari visuali, quando la duplicità degli astri è
osservabile visivamente; sistemi binari spettroscopici, quando tale duplicità è
osservabile solo spettroscopicamente. Ci sono infine i sistemi binari
fotometrici, quando la duplicità si rivela dalla variazione di splendore astrale
del sistema, causata da fenomeni di eclissi per cui il sistema è detto anche
variabile a eclisse.
Stelle multiple
Sistemi costituiti da tre o più stelle; gli esempi più significativi sono le
stelle Mizar (sistema quadruplo) e Castore (sistema sestuplo).
Stelle variabili
Stelle con variazioni sensibili di splendore. Esse possono essere novae,
variabili irregolari, variabili rosse (a lungo periodo), variabili gialle e
variabili bianche o Cefeidi. Quelle più interessanti sono quelle novae e Cefeidi;
le prime sono variabili con improvviso e notevole aumento di splendore e
caratterizzate da un ritorno allo stato normale in un periodo di tempo molto
lungo. La variazione è solitamente dell'ordine di dieci grandezze stellari; nel
caso di variazioni maggiori si parla di supernova. In essa, negli strati più
interni della stella, si verifica un collasso gravitazionale che la riduce a
materia superconcentrata, costituente ciò che diventerà o una stella a neutroni
o un buco nero (parte dello spazio da cui non può fuggire nulla, neanche la
luce).
Le stelle più brillanti (nome, magnitudine apparente, distanza dalla Terra in
anni luce, magnitudine assoluta)
Sole (-26,8; 8 minuti; 4,71)
Sirio (-1,46; 9; 1,33)
Canopo (-0,72; 98; -3,1)
Alfa Centauri (-0,1; 4,5; 4)
Arturo (-0,05; 36; -0,3)
Vega (0,04; 26; 0,45)
Capella (0,06; 45; -0,7)
Rigel (0,12; 900; -7,09)
Procione (0,37; 11; 2,7)
Betelgeuse (0,45; 520; -6)
Galassia
Sistema stellare formato da miliardi di stelle, nubi di idrogeno e polveri
interstellari, con dimensioni che variano da 2.500 anni luce (galassie nane)
fino a 200.000 anni luce. Il loro nome deriva da quello della costellazione in
corrispondenza della quale sono visibili. La Terra appartiene alla Via Lattea;
le altre galassie a noi più vicine sono la Piccola e la Grande Nube di Magellano
che, insieme a una quindicina di galassie tra cui quella di Andromeda, formano
l'Ammasso Locale. Per misurare la distanza delle galassie più lontane (nel 2002
l'osservatorio Keck alle Hawaii ne scoprì una lontana 14 miliardi di anni luce),
si ricorre alla legge di Hubble, in base alla quale lo spostamento delle loro
righe spettrali verso il rosso (red shift) è proporzionale alla distanza dalla
Terra. Le galassie si associano tra loro e formano gli ammassi di galassie, a
loro volta uniti in superammassi distribuiti uniformemente nell'universo.
Esistono galassie (radiogalassie) che emettono nella banda delle radioonde molta
più energia di quella emessa dalle galassie normali. Le galassie sono soggette a
un importante fenomeno per la cosmologia, definito di recessione, in base al
quale esse si allontanano le une dalle altre; riguarda non solo le galassie
isolate, ma anche i superammassi.