Benvenuti nella sezione astronomica del sito: i pianeti delle sailor senshi. In questa pagina potete saperne di più sui meravigliosi pianeti che legano le guerriere alla marinara. Tutto ciò che lega Sailor Moon all'astronomia non è casuale, c'è uno studio dettagliato dietro. Ogni sailor senshi è legata al proprio pianeta nonché ne è la principessa indiscussa. Ad esempio Sailor Mars è la principessa di Marte, sailor Saturn quella di Saturno e via discorrendo. Questa sezione serve per farvi studiare tutto ciò che c'è da sapere sui i pianeti. Buona navigazione


Luna

È un astro con un diametro medio di 3.476 km che dista in media dalla Terra 384.400 km. La sua massa è circa un ottantesimo di quella terrestre mentre il volume è circa un cinquantesimo di quello della Terra. La Luna compie un moto di rivoluzione intorno alla Terra, un moto di rotazione, insieme alla Terra, intorno al Sole e un moto di rotazione intorno al proprio asse. Il moto di rivoluzione si svolge su un piano inclinato in media di 5° 8' 30" rispetto a quello dell'eclittica terrestre, che interseca in due nodi. Il periodo di rivoluzione, misurato rispetto alle stelle fisse, è di 27 giorni, 7 ore e 43 minuti ed è chiamato mese siderale. A causa della sovrapposizione dei moti di rotazione terrestre e di rivoluzione lunare, il tempo impiegato dalla Luna per ritornare nella stessa posizione rispetto alla Terra o al Sole, è più lungo del mese siderale. Questo periodo, detto mese sinodico o lunazione, dura 29 giorni, 12 ore e 44 minuti. A causa della stessa sovrapposizione di moti, la Luna sembra spostarsi in cielo di 13° e 11' al giorno, apparendo illuminata in modo sempre diverso (fasi lunari). Inoltre, poiché il moto di rotazione intorno a se stessa ha lo stesso periodo di quello di rivoluzione siderale, la Luna rivolge alla Terra sempre la stessa faccia. È tuttavia possibile, grazie al fenomeno della librazione, arrivare a vedere circa un 10% della faccia nascosta. Si ha un'eclisse quando Luna, Terra e Sole sono allineati e la Luna è uno dei due nodi. La Luna è stata inizialmente studiata mediante sonde spaziali automatiche (Lunik e Zond sovietiche; Ranger, Surveyor e Lunar Orbiter statunitensi). Il primo atterraggio dell'uomo sulla Luna avvenne il 21 luglio 1969 (Apollo 11, statunitense). Seguirono diversi altri viaggi compiuti sia dai russi che dagli statunitensi. In questi viaggi, tramite l'utilizzo di mezzi avanzati come il Lunakhod, si sono riusciti a prelevare dati scientifici e campioni di terreno. Da tutti gli studi effettuati si è riusciti, tra l'altro, a compilare una mappa dell'intera superficie lunare, suddivisa in zone pianeggianti e ricoperte da rocce laviche scure che riflettono poco la luce solare incidente (mari) e in rilievi montagnosi o di forma circolare (circhi e crateri), dovuti all'impatto di meteoriti. Si è scoperto anche che manca completamente l'atmosfera e che la composizione della crosta lunare è abbastanza simile a quella terrestre poiché presenta solo tre nuovi minerali. Dagli studi effettuati è stato possibile anche stabilire l'età apparente della Luna, calcolata in 4,5 miliardi di anni; sono state formulate alcune ipotesi sulla nascita del nostro satellite; la prima collega tale fenomeno a quello che avrebbe generato anche la Terra nella nebulosa primordiale; per la seconda la Luna deriva dal distacco di un frammento della Terra; la terza ipotizza la cattura gravitazionale, la quarta la collisione fra la Terra e un pianeta non identificato simile a Marte con susseguente coagulazione delle rocce orbitanti discoidali formatesi nell'impatto.

 

TERRA
La Terra ha forma geoide, in quanto si tratta di un solido irregolare subsferico con schiacciamento ai poli, con una superficie che è in ogni punto perpendicolare alla direzione del filo a piombo; tale schiacciamento sarebbe la causa del suo moto di rotazione, essendo la forza centrifuga massima all'equatore e minima ai poli. Risulta essere ricoperta per il 74% da acque (idrosfera) e per il 26% da terre emerse; è circondata da un'atmosfera formata al 78% da azoto, al 21% da ossigeno e all'1% da gas rari e CO2 oltre a una certa percentuale di vapore acqueo. Per tutte queste caratteristiche si ritiene che la Terra sia l'unico pianeta del sistema solare sul quale sia possibile la vita. Ha un unico satellite naturale che è la Luna. La temperatura interna della terra è uguale alla media esterna nei primi metri di profondità e aumenta di un grado ogni trentatré metri. Tutte le informazioni che abbiamo circa la sua composizione interna derivano dallo studio della propagazione delle onde sismiche; la parte più esterna è definita crosta ed è formata in prevalenza da silicati di alluminio e magnesio. Tutto ciò che riguarda la crosta e i suoi sviluppi viene affrontato attraverso la teoria della isostasia. Andando sempre più in profondità, superando una parte di superficie detta discontinuità di Mohorovicic, si incontra il mantello, costituito da silicati di ferro e magnesio, che si spinge fino a profondità di quasi 3.000 km. Nella parte più interna del pianeta incontriamo il nucleo, formato da leghe di ferro e nichel. Prendendo in esame gli strati più superficiali, si ha la litosfera, molto rigida e formata dalla crosta e parte del mantello e l'astenofera, di consistenza plastica e spessa centinaia di chilometri. La Terra descrive un'orbita ellittica con piccola eccentricità; passa al perielio il 4 gennaio e all'afelio il 4 luglio. Il tempo impiegato per effettuare la sua rivoluzione è detto anno siderale, mentre il tempo impiegato per effettuare una rotazione attorno all'asse che passa per i poli è detto giorno siderale. L'asse effettua un giro di precessione in 26.000 anni attorno alla perpendicolare all'eclittica. Il moto di precessione è molto lento, e attualmente la direzione nello spazio dell'asse di rotazione è costante verso la stella a Ursae Minoris, detta stella polare. La Terra effettua anche altri moti minori e partecipa ai movimenti della galassia intorno al suo centro e del sistema solare verso la costellazione di Ercole.
Storia della Terra
La storia primordiale del nostro pianeta è distinta in varie ere, a loro volta suddivise in periodi. L'era del Precambriano (o Archeozoico) è la più antica e viene fatta risalire a 4.500 milioni di anni fa. In questo periodo si forma la crosta terrestre e i mari ospitavano le prime forme di vita, essenzialmente organismi unicellulari, alghe, Protozoi, Molluschi ed Echinodermi. Durante quest'era la Terra è sconvolta da un'intensa attività sismica e vulcanica, con notevoli variazioni di clima. L'atmosfera è composta in gran parte da anidride carbonica, vapor d'acqua e alogeni. Il più antico fossile archeozoico finora rinvenuto è un organismo unicellulare denominato Corycium Enigmaticum, scoperto in Finlandia. L'era del Precambriano durò fino a 500 milioni di anni fa e nel suo ultimo periodo fu caratterizzata dalla formazione di vasti ghiacciai sulla superficie terrestre.
Durata circa 350 milioni di anni, l'era del Paleozoico è divisa in sei periodi: Cambriano, Ordoviciano, Siluriano, Devoniano, Carbonifero e Permiano. L'era è contraddistinta dalla comparsa di organismi invertebrati (Artropodi), di vertebrati (Pesci), Anfibi e Rettili. L'atmosfera infatti diviene più accogliente e ricca di ossigeno, per cui il clima sempre più caldo e con temperature costanti facilita la comparsa della vita sulla terraferma. Quest'ultima, inizialmente ancora desertica, va via sempre più espandendosi, a spese delle distese marine. Nel periodo Devoniano nascono le Ammoniti, Molluschi Cefalopodi che si estinsero solo nel Cretaceo (periodo dell'era del Mesozoico) e che devono il nome al dio egizio Ammone. Infatti la forma delle loro conchiglie ricorda il corno ritorto del dio egizio. Nel periodo Carbonifero i climi umidi e i frequenti movimenti delle coste provocano formazioni di lagune e paludi, con la formazione di grandi foreste e dei conseguenti depositi carboniferi dovuti alla fossilizzazione dei vegetali. Nell'ultimo periodo si ha la formazione delle prime catene montuose (Europa centrale, Urali), inizialmente coperte da ghiacciai; questi ultimi si ritirano alla fine del periodo per effetto della temperatura e del clima fattisi più miti. Al termine del Paleozoico si estinguono i Trilobiti, Artropodi marini i cui fossili sono risultati molto preziosi per lo studio di quest'era.
L'era del Mesozoico (Secondario) inizia 245 milioni di anni fa. Il clima più umido è favorevole alla diffusione dei primi Mammiferi (erbivori). I Rettili più importanti di questo periodo sono i dinosauri (di cui esistono anche esemplari acquatici, gli ittiosauri, e aerei, gli pterosauri), ma non mancano anche gli Uccelli (Archaeopteryx). Sulla Terra iniziano a formarsi i continenti anche se la maggior parte delle terre che oggi conosciamo sono ancora sommerse. Dal nucleo centrale delle terre si staccano l'America meridionale, l'Australia e l'Antartide, lasciando isolata l'Africa. Tra le specie vegetali, predominano le Conifere e compaiono anche i primi esemplari di Angiosperme.
Si fa risalire a 65 milioni di anni fa la scomparsa dei dinosauri, all'incirca immediatamente prima l'inizio del Cenozoico (Terziario). Questi Rettili dominarono la Terra per circa 150 milioni di anni, in quanto si diffusero stabilmente in quasi tutte le regioni. I resti sono stati ritrovati specialmente in Africa, nell'America Settentrionale e nelle zone centrali europee (Germania). Le prime scoperte dei resti dei dinosauri avvennero nel 1880 nello Stato del Wyoming. Ancora molto dibattute sono le cause della loro estinzione, che avvenne in meno di un milione di anni, a cavallo tra il Mesozoico e il Terziario. L'ipotesi più accreditata è uno sconvolgimento climatico (forse dovuto a fenomeni astronomici) che avrebbe fatto scomparire le zone paludose e le vaste vegetazioni, ambiente indispensabile per il proliferare dei dinosauri erbivori. Estinti gli erbivori, anche i carnivori e quelli che si cibavano delle uova degli altri dinosauri (Oviraptor) ne condivisero ben presto la sorte.
Il Cenozoico, durato fino a circa 2 milioni di anni fa è caratterizzato da mutevoli condizioni climatiche, in quanto le prime epoche (Paleocene ed Eocene) sono caratterizzate da climi caldi e umidi, mentre le successive (Oligocene, Miocene) sono dominate dalla glaciazioni e dalle formazioni di catene montuose himalaiane e alpine. Compaiono circa 55 milioni di anni fa i primi antenati dell'uomo, le Proscimmie; in particolare all'epoca dell'Eocene viene fatto risalire l'Adapis, il primo genere di primate fossile ritrovato nel 1822 dal naturalista francese Georges Cuvier. In seguito, nell'Oligocene sono datati i primi Ominoidi, tra i quali i più famosi sono il Proliopithecus (il cui fossile è stato ritrovato in Egitto nel 1963) e il Ramapithecus (India, 1935). L'ultima epoca (Pliocene) vede l'affermazione delle specie attuali di alcuni Mammiferi (Equini e Bovini) e Uccelli e dei primi esemplari di ominidi (Australopithecus). Del genere Australopithecus afarensis (da Afar, nome di una zona dell'Etiopia) è il fossile di uno scheletro femminile rinvenuto ad Afar, zona dell'Etiopia, nel 1974 dall'americano Donald Johanson e da lui battezzato Lucy.
L'inizio dell'era del Neozoico (Quaternario) è fissato a due milioni di anni fa. Quest'era è distinta in due periodi: il primo, il Pleistocene, caratterizzato da un susseguirsi di glaciazioni e deglaciazioni, e l'Olocene, in cui stiamo attualmente vivendo. Il primo periodo, durato all'incirca fino a 10.000 anni fa, ha visto la formazione dei depositi morenici e alluvionali. La scomparsa dei mammut risale alla fine del Pleistocene, mentre alcuni Mammiferi come l'elefante e il rinoceronte scompaiono definitivamente dall'Europa. Il Pleistocene è occupato dalla prima era della preistoria (Paleolitico), mentre le altre tre ere, ovvero Mesolitico, Neolitico ed era dei metalli (rame, bronzo e ferro) occupano l'inizio dell'Olocene. Al Pleistocene viene fatta risalire la comparsa dei primi ominidi del genere Homo (homo abilis e homo erectus), che nella catena dell'evoluzione della specie umana (ominazione) occupano il posto immediatamente precedente gli esemplari di homo sapiens. L'homo abilis possiede andatura eretta ed è in grado di produrre strumenti artigianali: ciotoli il cui bordo veniva reso tagliente da una scheggiatura. In Tanzania sono stati ritrovati resti anche delle prime abitazioni, delle basi di pietra circolari che sostenevano primitive capanne. L'homo erectus è più alto dell'homo abilis e ha un cranio più allungato.

 

Mercurio
 È il pianeta del sistema solare più vicino al Sole, dal quale dista in media 58.000.000 di km, con periodo di rivoluzione di 88 giorni e periodo di rotazione di 176 giorni terrestri. Il suo diametro è di circa 4.700 km e circa l'80% della massa di Mercurio è costituita da ferro. La temperatura varia dai 340 °C circa della faccia esposta al Sole, ai -170 °C della zona in ombra. È privo di satelliti. È caratterizzato dal fenomeno delle fasi, dovute al fatto che la sua orbita è interna a quella terrestre; grazie alle esplorazioni compiute dalla sonda Mariner, si è potuta scoprire la caratteristica conformazione craterizzata della sua superficie, a causa dell'impatto di meteoriti.

 

Marte
Quarto pianeta del sistema solare, con orbita esterna a quella della Terra. Settimo pianeta per dimensioni, il volume e la massa di Marte sono rispettivamente 0,15 e 0,108 volte il volume e la massa terrestri. La densità media è di 3,93 kg/dm3 e l'accelerazione di gravità è circa 3,75 m/s2. Il periodo di rivoluzione è di 687 giorni, mentre il periodo di rotazione è di 24h, 37m e 23s. L'inclinazione del suo asse rispetto alla perpendicolare al piano dell'orbita provoca quattro stagioni, rivelate dalle variazioni di estensione delle calotte polari. La temperatura media al suolo è di -15 °C ca., ma nelle regioni equatoriali varia dai +10 °C-+20 °C del giorno fino ai -80 °C della notte. Il colore giallo-rossastro della superficie è dovuto alla polvere molto fine contenente un composto del ferro, la limonite (Fe2O3). Le esplorazioni di Marte, condotte con le sonde automatiche Mariner e Viking degli Stati Uniti e Mars e Phobos dell'Unione Sovietica, hanno permesso di evidenziare l'attività geologica di Marte e la presenza di numerosi crateri di origine vulcanica. Oltre a strutture vulcaniche particolarmente alte (fino a 24.000 m), vi sono grandi fratture (i cosiddetti canali di Marte) di origine anche fluviale. All'interno del pianeta è stata rilevata la presenza di acqua, che, insieme all'anidride carbonica, costituisce gran parte delle calotte polari. L'atmosfera di Marte è composta prevalentemente di anidride carbonica e in essa si manifestano nubi, nebbie e venti, che danno a loro volta luogo a tempeste di sabbia. I due satelliti Phobos e Deimos hanno forma irregolare e sono caratterizzati dai numerosi crateri dovuti all'impatto con meteoriti. Il 4 luglio 1997 la sonda Mars Pathfinder giunse su Marte dopo sette mesi di viaggio e iniziò a trasmettere a Terra le immagini del pianeta rosso. Un robot mobile (Sojourner) esplorò la superficie del pianeta raccogliendo dati di enorme interesse scientifico. Dal 1999 è in orbita intorno al pianeta la sonda Mars Global Surveyor, che invia a terra dati sulla composizione dell'atmosfera e del suolo. Analizzando tali dati, scienziati della Brown University hanno ipotizzato la presenza di una massa di acqua ghiacciata di 40.000 km3 e spessa 25 cm. Non è riuscita la missione Mars Polar Lander che con l'uso di un modulo appropriato doveva analizzare direttamente la composizione del suolo per verificare la presenza di acqua. La sonda giapponese Nozomi arriverà in orbita marziana nel 2004, mentre nel 2003 partirà verso il pianeta rosso la Mars Express dell'Esa europea (con partecipazione italiana) che lascerà cadere sulla superficie la capsula Beagle-2 per lo studio dell'atmosfera. Nello stesso anno la Nasa invierà due Mars Exploration Rovers i cui veicoli robotizzati Athena analizzeranno la superficie. Nel 2005 partirà la sonda americana Mars Reconnaissance Orbiter con lo scopo di realizzare una mappa geografica dettagliatissima, mentre nel 2012 una missione automatica riporterà sulla Terra campioni del suolo lunare. I primi coloni si pensa che possano vivere su Marte verso il 2025.
Vita su Marte
Si è iniziato a discutere con serietà scientifica della presenza della vita su Marte nell'ultimo decennio del XX sec. Un netto impulso alla discussione fu dato da David Mittlefehldt che nell'ottobre del 1993 riuscì a stabilire che una meteorite (Alh 84001, trovata in Antartide, zona di Allan Hills il 27 dicembre 1984; sono poco più di una ventina le meteoriti che provengono da Marte) era di origine marziana. Un gruppo di scienziati del Johnson Space Center di Houston (1996) affermò (per altro contraddetto da altri ricercatori) che alcune formazioni della meteorite dovevano essere interpretate come microorganismi. Nel 2001, con un nuovo metodo di microscopia elettronica che studiava i cristalli di magnetite di Alh 84001, un gruppo di ricercatori americani, spagnoli e tedeschi concluse che le caratteristiche dei cristalli erano da attribuirsi a un'origine biologica. Il programma di ricerca degli elementi biologici su Marte è continuato con il lancio (7 aprile 2001) di 2001 Mars Odissey (in orbita nell'ottobre 2001).

 

Giove
Il pianeta più grande del sistema solare, quinto in ordine di distanza dal Sole, dal quale dista in media 780 milioni di chilometri. Il periodo di rivoluzione di Giove è di circa dodici anni terrestri e la sua rotazione si compie in meno di dieci ore. Ha una massa pari al doppio della somma delle masse di tutti gli altri pianeti (cioè circa 318 volte quella della Terra) ma il suo diametro equatoriale è di 11,23 volte quello terrestre, con un volume, quindi, uguale a quello di 1.400 globi terrestri. Da questi dati si può facilmente calcolare che la densità di Giove è meno di un quarto di quella del nostro pianeta. È di conseguenza un pianeta allo stadio fluido, formato in gran parte da idrogeno e da elio con tracce di metano, ammoniaca e altri elementi; tutto questo rende Giove più simile a una stella che a un pianeta. L'analogia è confermata anche dall'enorme energia che Giove irradia nello spazio circostante (uguale a circa il doppio di quella che riceve dal Sole), che ne fa presumere un lentissimo ma inesorabile collasso gravitazionale. Le bande multicolori osservate già in passato sulla sua superficie sono dovute a cause sia meccaniche che chimiche. Le fasce bianche sono dovute all'ammoniaca che, a causa delle basse temperature delle zone atmosferiche più elevate, solidifica in piccoli cristalli di ghiaccio. Le striature di altri colori, tra le quali la più famosa e studiata è la cosiddetta "macchia rossa"(40.000 km di longitudine e 13.000 km di latitudine), sono dovute a reazioni chimiche che avvengono nell'atmosfera. Possiede infine un campo magnetico quattordici volte più intenso di quello della Terra ed è circondato da trentanove satelliti, tra i quali i quattro più grandi (Io, Europa, Ganimede e Callisto) sono noti fin dal 1610 e gli ultimi undici (del diametro di 3-5 km) sono stati scoperti nel dicembre 2001 da un gruppo di astronomi dell'università delle Hawaii. La sonda Galileo ha identificato la presenza di un oceano sotto i ghiacci di Europa, Ganimede e Callisto.

 

Venere
Secondo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, da cui dista di circa 108.000.000 km. Con una massa pari a 4,87 · 1024 kg (circa il 75% di quella terrestre) e un raggio equatoriale di circa 6.520 km, è il sesto pianeta del sistema solare per dimensioni. Venere compie un moto di rivoluzione in un periodo di 224 giorni e 16 ore e un moto di rotazione retrogrado di 243 giorni. Ha una densità di 4,9 g/m3, una superficie solida, di tipo desertico con alcune alture e un'atmosfera costituita quasi completamente da anidride carbonica, che raggiunge le 92 atmosfere alla superficie e con una spessa coltre di nubi costituite principalmente da acido solforico con temperature che vanno da 480 °C nella parte illuminata a 300 °C in quella in ombra. Presenta alla Terra fasi diverse e appare come astro molto brillante, con magnitudine -4,7; quando è localizzabile a est del Sole viene detto stella della sera, mentre quando si trova a ovest del Sole stella del mattino. È caratterizzato dallo stesso fenomeno delle fasi lunari della Luna e di Mercurio. Non ha satelliti. È stato studiato dalle sonde statunitensi Mariner e dalle sovietiche Venera.

 

Plutone
È l'ultimo pianeta del sistema solare (distanza media dal Sole di 5.900 milioni di km ca.) e il più piccolo (solo 2.200 km di diametro). La sua orbita è molto inclinata rispetto all'eclittica (17,2°) ed estremamente eccentrica, portandolo, per alcuni tratti, a una distanza dal Sole inferiore a quella di Nettuno. La sua rivoluzione si compie in 247,7 anni, mentre la rotazione avviene in 6,4 giorni. Proprio quest'ultimo movimento ha una peculiarità: Plutone non ruota attorno al proprio asse, ma insieme al suo satellite Caronte (del diametro di circa 1.190 km) si comporta come un pianeta doppio, ruotando attorno al baricentro del sistema pianeta-satellite su un'orbita quasi circolare. I due corpi celesti, a una distanza di circa 20.000 km, si rivolgono sempre lo stesso emisfero. Proprio tali caratteristiche orbitali e le sue dimensioni ridotte sembrano confermare la teoria che il pianeta fosse in origine un satellite di Nettuno, strappato poi a quest'ultimo da un urto, che avrebbe potuto originare anche Caronte. Plutone è stato scoperto nel 1930 da C. Tombaugh, mentre il suo satellite, Caronte, è stato scoperto nel 1978 da J. Christy. A causa della distanza, le notizie precise su questo corpo celeste sono piuttosto scarse. La maggiore accuratezza delle più recenti osservazioni astronomiche ha tuttavia permesso di scoprire che il pianeta possiede un'atmosfera estremamente rarefatta (circa 100.000 volte meno densa di quella terrestre) costituita prevalentemente di metano che, a causa delle infime temperature (-230 °C ca.), solidifica attorno ai due poli.
 


 Urano
Settimo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, da cui dista circa 3.000.000 di km, venne scoperto nel 1781 da W. Herschel. Con una massa pari a 8,68 · 1025 kg e un raggio equatoriale di circa 25.800 km, è il terzo pianeta del sistema solare per dimensioni. Urano compie un moto di rivoluzione in un periodo di 84,01 anni e un moto di rotazione retrogrado di 10 ore e 49 minuti; insieme a Venere è l'unico pianeta del sistema solare ad avere un moto di rotazione in senso orario attorno al suo asse. Con l'asse inclinato di circa 8 gradi rispetto al piano dell'orbita, rivolge i poli verso il Sole. Presenta una decina di anelli. Ha un campo magnetico pari circa al 33% di quello terrestre. È un pianeta per lo più gassoso, composto da idrogeno, elio e metano e una temperatura massima di circa -210 °C. Ha 15 satelliti, i cui principali sono, in ordine di distanza dal Sole, Miranda, Ariel, Umbriel, Titania e Oberon. È stato studiato dalla sonda Voyager 2, nel gennaio 1986.

 

Nettuno
Ottavo pianeta del sistema solare per distanza dal Sole e quarto per dimensioni. La distanza media dal Sole è di circa 4.500 milioni di km e il suo diametro (quasi 49.400 km) è circa quattro volte il diametro della Terra, mentre la sua massa è 17,2 volte quella terrestre. Il periodo di rivoluzione è di 164,79 anni e il periodo di rotazione è di 18 ore e 12 minuti. Nella sua atmosfera vi è abbondanza di metano e idrogeno che, a causa della temperatura di circa -220 °C, si trovano normalmente allo stato liquido o solido. Invisibile senza l'ausilio di un telescopio, fu scoperto da J. G. Galle il 23 settembre 1846; è stato accuratamente analizzato solo nel 1989 con la sonda Voyager 2, che ha permesso di individuare quattro anelli (tre dei quali sono molto sottili e luminosi mentre il quarto è più largo e opaco) e altri sei satelliti, oltre ai già noti Tritone e Nereide. L'esplorazione della sonda stessa ha consentito inoltre di scoprire sulla superficie dell'emisfero meridionale del pianeta due grandi macchie nere che, analogamente alla macchia rossa di Giove, risultano essere vortici che rivelano una turbolenza atmosferica fino a quel momento insospettata. È stato infine scoperto che il pianeta possiede un nucleo solido il quale, con la sua rotazione, emette onde radio e un debole campo magnetico, caratterizzato da un'inclinazione di 50° nei confronti dell'asse di rotazione. La superficie del più grande dei suoi satelliti, Tritone, con i suoi 37 K (equivalenti a -236,15 °C) è forse il luogo più freddo del sistema solare, ha un'atmosfera composta da azoto e metano, un emisfero meridionale completamente ricoperto di ghiaccio (azoto e metano allo stato solido) e un'attività vulcanica piuttosto intensa.

 

Saturno
Sesto pianeta del sistema solare, in relazione alla distanza dal Sole, dal quale dista circa 1.426 milioni di km; il suo periodo di rotazione è di 10h15m e il periodo di rivoluzione è di 29,458 anni. Ha un diametro polare di 107.520 km, presentando quindi un notevole schiacciamento. Ha un diametro di 9,5 volte e una massa 95 volte quelli della Terra. Ha un'atmosfera composta da idrogeno ed elio, contenente anche metano e ammoniaca che sono la causa della struttura a bande chiare e scure della superficie visibile. Ha una struttura interna simile a quella di Giove, con un'elevata percentuale di idrogeno e un lento spostamento dell'elio verso il nucleo, possibile causa di un'emissione di energia superiore a quella che riceve dal Sole. Caratteristica principale di Saturno sono gli anelli, divisi in fasce, formate da particelle che si muovono sul piano equatoriale del pianeta e riflettono la luce in modo diverso. Si ritiene che provengano dallo sbriciolamento di satelliti soggetti a forze di marea gravitazionale, o da residui della formazione dello stesso Saturno. Vennero scoperti nel 1655 da C. Huygens. Sono separati tra di loro da spazi vuoti o divisioni, causati da perturbazioni dei satelliti principali o da quella di un satellite posto al margine dell'anello. Gli anelli sono stati ampiamente ripresi dalla sonda spaziale Voyager cha ha esplorato anche il maggiore satellite, Titano, insieme al minuscolo Febe dotato di moto retrogrado. Di Saturno si conoscono (2002) trenta satelliti, di cui i cinque maggiori con un diametro superiore ai 1.000 km furono scoperti (XVII sec.) da Huygens (Titano) e da Cassini (Rea, Giapeto, Dione e Teti). Altri quattro sono di medie dimensioni (Mimas, Encelado, Iperione e Phoebe) e furono scoperti al telescopio nei secoli successivi. I rimanenti hanno un diametro inferiore ai 200 km.

 

Stella
In astronomia, termine che indica un corpo celeste di forma generalmente sferica; quella più vicina a noi, dopo il Sole, è Proxima Centauri, a quaranta miliardi di km. Date le enormi distanze che ci separano da esse, le stelle appaiono sempre come dei piccoli punti luminosi, anche qualora vengano osservate con potenti telescopi. Una prima distinzione viene fatta tenendo conto della luminosità apparente; quelle visibili a occhio nudo sono quelle con grandezza stellare apparente inferiore alla sesta. Le più luminose vengono chiamate con nome proprio, venendo indicate con lettere dell'alfabeto greco in relazione al loro ordine di luminosità. Le stelle emettono energia attraverso reazioni termonucleari che avvengono nel nucleo (a temperature di 10-20 milioni di gradi) nelle quali l'idrogeno, che è presente in maggiore quantità, diventa elio. Originariamente la stella è un enorme sfera di gas rarefatti che si contrae lentamente per effetto gravitazionale, dando luogo così a un aumento della temperatura interna. Le stelle sono circondate da un involucro di gas molto rarefatto, come nel Sole, evidenziato dalla presenza di linee di assorbimento negli spettri stellari. Per studiare il fenomeno stellare non si può fare a meno di prendere in considerazione i diagrammi stellari, ottenuti regolando le stelle in relazione a due grandezze, tra loro indipendenti, come massa luminosità o massa raggio. Particolarmente significativo è il diagramma di Hertzsprung-Russel che ordina le stelle in funzione della luminosità assoluta e del tipo spettrale (della temperatura). Molte stelle, a un'accurata indagine, si rivelano essere sistemi, costituiti da due o più stelle.
Stella alpina
ved. edelweiss
Stella di mare
Nome comune degli Echinodermi della classe degli Asteroidi.
Stella di Natale
Nome comune dell'Euphorbia pulcherrima o Poinsettia, una pianta tropicale dalle foglie apicali rosse.
Stella glaciale
Echinoderma (Marthasterias glacialis) della famiglia degli Asteridi e della classe degli Asteroidei. Misura sino a 70 cm di diametro. Vive nel Mediterraneo.
Stella pettina
Echinoderma (Astropecten aurantiacus) della famiglia degli Astropettinidi e della classe degli Asteroidei. Di colore rosso e arancione, ha forma di stella. Si ciba di molluschi.
Stella placenta
Echinoderma (Sphaeriodiscus placenta) della famiglia dei Goniasteridi e della classe degli Asteroidei. Di forma pentagonale, misura circa 17 cm di diametro.
Stella serpentina fragile
Echinoderma (Ophiotrix fragilis) della famiglia degli Ofiutricidi e della classe degli Ofiuroidei. Dotato di braccia lunghe fino a 10 cm e dotate di spine, si nutre di molluschi.
Stella serpentina lunga
Echinoderma (Ophioderma longicaudum) della famiglia degli Ofiodermatidi e della classe degli Ofiuroidei. Dotata di braccia lunghe 15 cm, vive sui fondali del Mediterraneo e dell'Atlantico.
Stella serpentina pallida
Echinoderma (Ophiura pallida) della famiglia degli Ofiuridi e della classe degli Ofiuroidei. Di colore biancastro, è dotata di braccia lunghe anche 14 cm. Vive nel mar Baltico.
Stelle cadenti
Corpuscoli, provenienti da spazi celesti, incandescenti per l'attrito con l'atmosfera celeste.
Stelle doppie fisiche
Sono sistemi formati da una coppia di stelle che ruotano intorno al comune centro di gravità, in quanto soggette alla mutua attrazione gravitazionale. Nelle stelle doppie ottiche, la duplicità è data da un effetto di proiezione. Si dividono in sistemi binari visuali, quando la duplicità degli astri è osservabile visivamente; sistemi binari spettroscopici, quando tale duplicità è osservabile solo spettroscopicamente. Ci sono infine i sistemi binari fotometrici, quando la duplicità si rivela dalla variazione di splendore astrale del sistema, causata da fenomeni di eclissi per cui il sistema è detto anche variabile a eclisse.
Stelle multiple
Sistemi costituiti da tre o più stelle; gli esempi più significativi sono le stelle Mizar (sistema quadruplo) e Castore (sistema sestuplo).
Stelle variabili
Stelle con variazioni sensibili di splendore. Esse possono essere novae, variabili irregolari, variabili rosse (a lungo periodo), variabili gialle e variabili bianche o Cefeidi. Quelle più interessanti sono quelle novae e Cefeidi; le prime sono variabili con improvviso e notevole aumento di splendore e caratterizzate da un ritorno allo stato normale in un periodo di tempo molto lungo. La variazione è solitamente dell'ordine di dieci grandezze stellari; nel caso di variazioni maggiori si parla di supernova. In essa, negli strati più interni della stella, si verifica un collasso gravitazionale che la riduce a materia superconcentrata, costituente ciò che diventerà o una stella a neutroni o un buco nero (parte dello spazio da cui non può fuggire nulla, neanche la luce).
Le stelle più brillanti (nome, magnitudine apparente, distanza dalla Terra in anni luce, magnitudine assoluta)
Sole (-26,8; 8 minuti; 4,71)
Sirio (-1,46; 9; 1,33)
Canopo (-0,72; 98; -3,1)
Alfa Centauri (-0,1; 4,5; 4)
Arturo (-0,05; 36; -0,3)
Vega (0,04; 26; 0,45)
Capella (0,06; 45; -0,7)
Rigel (0,12; 900; -7,09)
Procione (0,37; 11; 2,7)
Betelgeuse (0,45; 520; -6)

 

Galassia
Sistema stellare formato da miliardi di stelle, nubi di idrogeno e polveri interstellari, con dimensioni che variano da 2.500 anni luce (galassie nane) fino a 200.000 anni luce. Il loro nome deriva da quello della costellazione in corrispondenza della quale sono visibili. La Terra appartiene alla Via Lattea; le altre galassie a noi più vicine sono la Piccola e la Grande Nube di Magellano che, insieme a una quindicina di galassie tra cui quella di Andromeda, formano l'Ammasso Locale. Per misurare la distanza delle galassie più lontane (nel 2002 l'osservatorio Keck alle Hawaii ne scoprì una lontana 14 miliardi di anni luce), si ricorre alla legge di Hubble, in base alla quale lo spostamento delle loro righe spettrali verso il rosso (red shift) è proporzionale alla distanza dalla Terra. Le galassie si associano tra loro e formano gli ammassi di galassie, a loro volta uniti in superammassi distribuiti uniformemente nell'universo. Esistono galassie (radiogalassie) che emettono nella banda delle radioonde molta più energia di quella emessa dalle galassie normali. Le galassie sono soggette a un importante fenomeno per la cosmologia, definito di recessione, in base al quale esse si allontanano le une dalle altre; riguarda non solo le galassie isolate, ma anche i superammassi.